Jolek Blog ~ Per chi non ha la scienza infusa

10May/120

Dell’arte del fidarsi

"Dannata pioggia! Non c'è giorno che non piova!"

Guardava dalle tende della sua finestra una Londra inzuppata fino alle caviglie. Le macchine andavano a rilento, le luci dei lampioni si confondevano con i fulmini, persino Ahmed, il venditore di ombrelli-collanine-fazzoletti che stazionava sotto casa sua aveva deciso di sparire. Magari era chiuso in un'auto, magari sotto un portico, chi lo sa. Ma era sparito. Tutti erano spariti quella notte, e Joan, per una volta, si sentiva uguale agli altri.

Aveva una birra in frigo. Una birraccia, in verità. Comprata per pochi penny in un drugstore di Camden, e rifilata subito subito in frigo. "Se dovessi ordinare una pizza, una birraccia come questa potrebbe anche andare bene". La realtà però era che quella sera non aveva ordinato nessuna pizza, aveva il frigo vuoto, non aveva niente da mangiare e di stare in casa non ne aveva nessuna voglia. Forse quella sera avrebbe potuto anche uscire. Figurarsi. Con quella pioggia i londinesi si sarebbero rintanati in casa. E lui, che non aveva nessuna voglia di interagire col mondo esterno, forse aveva l'occasione di uscir di casa senza dover per forza incrociare lo sguardo di qualcuno.

"Una kilkenny cream per favore"

Si sedette nell'ultimo tavolo, dell'ultimo angolo, dell'ultima stanza di quel pub. A grandi sorsi bevve la prima pinta di birra, e mentre si alzava per ordinare la seconda, e magari anche qualcosa da mangiare, notò un libro, edizione paperback, lasciato lì solo e abbandonato chissà da chi e chissà perchè. Lo prese con sè, lo sfogliò un pò. Non gli sembrava malaccio.

"Ehi mister, hanno lasciato un libro..."

Il barman per tutta risposta
"Se non parla del Chelsea puoi anche tenertelo. Qui lasciano collanine, orologi, a volte anche cellulari. Magari se torni la prossima volta butta meglio..."

"Deficiente" pensò Joan tra se e se

Continuò a sfogliarlo. Poi mise le peanuts in tasca, in una mano la birra e nell'altra il libro, e si incamminò verso il tavolo. Raccontava di una donna giovane, così la descriveva l'autore, "le cui rughe d'espressione le illuminavano il viso" e "il cui sorriso era capace di cambiarti la giornata". Doveva essere molto bella da come l'aveva descritta. E aveva avuto molti uomini da cui, puntualmente, era stata delusa, tradita, non rispettata. Era una classica, imbarazzante e inutile abitudine quella maschile: farsi attrarre dall'aspetto fisico, avvicinarsi, e poi, una volta conquistato il giocattolo, romperlo e lasciare sparse le macerie. Non era quindi da biasimare se non si fidava più degli uomini. Aveva ormai creato attorno a se, così raccontava l'autore, una campana di vetro da cui usciva di rado, che le permetteva di vivere e interagire col mondo esterno senza, però, esserne contaminata. Joan ne aveva viste molte di donne così. Ne avrebbe potuto fare un lungo elenco. E mentre continuava a leggere, suonò la campanella della chiusura.

"Popolo di Londra si chiude! Per gli ubriaconi, fuori di qui o vi caccio a pedate!"

Un pubbettino tranquillo quello, non c'è che dire, pensò tra sé e sé.

"Oh, non si preoccupi. Abbaia ma non morde"

Una signora distinta e dall'aspetto giovanile gli si presentò davanti. Capelli lunghi fino alle spalle, portamento regale, e un elegante vestitino color papavero che la copriva fin sotto le ginocchia. L'impressione era di averla già vista, ma non sapeva dove. Forse fra le linee della Tube, forse alla Women's library, forse nei vicoli di Soho. Ma ogni secondo in più che la osservava gli sembrava di conoscerla.

"Sa, aspettavo una persona. Ma non è venuta. Le è mai successo?"
"A me? - fece balbettando - Guardi, io sono la persona meno adatta per parlare di interazioni sociali"

Stupido. Era uno stupido. Forse la signora voleva solo parlare, e lui, col suo fare antisociale, le aveva interrotto il discorso...

"E quindi, mi diceva, stava aspettando qualcuno questa sera. Qualcosa di importante?"
"Lasci perdere. Nulla ormai è importante oramai. Mi riaccompagna a casa? Le va?"

La guardò negli occhi. Erano lucidi e limpidi come dei piccoli cristalli. Le poggiò una mano sulla spalla, come a consolarla da qualcosa. Questa notte, sotto il suo ombrello, per un buon pezzetto di strada, ci sarebbero state due persone.

Le luci si spensero. Si aprì la porta del pub. E poi guardò di sfuggita il titolo del libro

"Dell'arte del fidarsi"

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