Jolek Blog ~ Per chi non ha la scienza infusa

29Apr/122

C’era una volta una cartina geografica…

Ultimamente passo molto tempo davanti al pc. Non che prima non fosse così, ma sono cambiate le priorità delle mie ricerche. Mentre prima spulciavo il web alla ricerca di notizie scientifiche, relativi paper, interviste, pagine di wikipedia e via discorrendo, ora il mio tempo è dedicato alla ricerca di lavoro. Ho scoperto che cercare lavoro tramite internet, e mandare cv via mail, è come lanciare una messaggio in bottiglia nella speranza che qualcuno risponda. Assolutamente inutile. E mentre passavo del nuovo tempo inutile davanti a chrome, mi arriva una telefonata da una persona cara, molto cara.

"Ti va di fare un laboratorio sull'energia? Scuola . È un giorno solo, sono poche ore, paghiamo molto poco, ma ti potresti divertire". Avevo giurato a me stesso, spergiurato (anche se non so cosa vuol dire) che non avrei mai più fatto un laboratorio didattico su argomenti scientifici. Che se avessi ripreso a farli, avrei riscoperto il piacere di farli, e quindi sarei di nuovo finito nel tunnel infinito degli infiniti lavori pagati infinitamente poco e infinitamente male. Ma a lei voglio bene, molto bene, ed è una persona alla quale non avrei mai saputo/potuto dire di no. Così recupero gli ultimi miei pezzetti sparsi per casa dell'animatore scientifico che c'era una volta, e mi organizzo per coprire due ore di lab. 

Per la seconda ora un pezzo di lab era pronto, con un esperimentino fatto più volte e perfettamente funzionante sia dal punto di vista divulgativo che di interazione con gli alunni: la semplice costruzione di un forno solare. Ingredienti per farlo: un cartone di pizza, due stecchini, cartoncino bristol nero, foglio di acetato trasparente, e carta stagnola.

Per la prima ora, dopo la dovuta e classica introduzione, spiegazione del termine "energia" (tutto e il contrario di tutto), differenza fra energia da fonti fossili e fonti rinnovabili, idrogeno come vettore energetico, e altre amenità (città del sole santa subito), mi invento un gioco di ruolo sulle fonti fossili. Mi viene in mente che il messaggio da far passare è che i paesi che utilizzano di più le fonti fossili sono proprio quelli che ne hanno di meno, e che, al contrario, i paesi ricchi di risorse, sono poveri, e ne utilizzano pochissime (oh oh, gliele rubiamo noi...). Così ad ogni alunno distribuisco un bigliettino con su scritto il nome di un paese, e poi chiedo di attaccarlo su una grande cartina mondiale in modo da identificarlo geograficamente. Su ogni bigliettino, piccolo, in basso a destra, c'è un piccolo numerino. Sommando i numerini del gruppo A (contraddistrinto dal colore rosa del cartoncino) si ha un numero che corrisponde al 20% del totale. Sommando invece i numerini del gruppo B (contraddistinto dal colore azzurro del cartoncino) si ha l'80% del totale. (Il gioco era un pochino più complesso, poi se volete ve lo spieCo)

Quel numero corrisponde alla percentuale delle risorse fossili, che sono nel sottosuolo, difficili da recuperare, non rinnovabili, e per definizione, non infinite.

La difficoltà non l'ho riscontrata nel fare i calcoli, nè nel comprendere il significato di fonte fossile (erano due quarte elementari, capaci di fare due somme e due divisioni) ma nel localizzare geograficamente il paese. A mie spese ho scoperto che, da qualche anno a questa parte, nella scuola primaria, in , si studia solo l'Italia, e poi alle medie si studia il Mondo. Per la serie: le nazioni un pezzo per volta, ma solo quando lo dico io....

Domanda: chi è stato quel genio che ha avuto un'idea così idiota? Ha mai avuto un figlio questo qualcuno? Se non ha mai avuto un figlio, o non ha mai visto un bambino, sappia che ogni età ha i suoi livellli di apprendimento, e che strutturando così il programma di una materia come geografia, il ragazzo studierà l'Italia con la preparazione di un bambino delle elementari, e il Mondo con la preparazione di un ragazzino delle medie.

Maestre: comprate un mappamondo per le classi dei vostri alunni. Ne hanno un disperato bisogno.

p.s
Alla domanda "Che fine hai fatto?" rispondo "Sono scomparso un po' dal mondo virtuale, ma sono vivo in quello reale. Ho solo bisogno di riprendere in mano la mia vita. Ne son capitate troppe ultimamente. Tutto qui..." 

 

  • http://gifh.wordpress.com/ gifh

    Eh, la squola non è più quella di una volta, e magari bastasse un mappamondo!
    Anyway, bentornato!

    • jolek78

      e i commenti aggiuntivi delle maestre erano “eh.. fosse solo questo…” !

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